Beata Alfonsa Clerici

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Verbo Incarnato, innalza la mia fede fino al Cielo, perchè io ti adori come gli Angeli e i Santi; dilata la mia speranza al di là di tutte le cose, perchè io confidi sempre in Te solo; trasforma la mia debole carità nella carità del tuo cuore divino, perchè io non viva che Te e per la tua gloria.

O Signore, inabissami nella contemplazione della tua santa umanità... c'è una bellezza che mi attrae: è la santa umanità di Gesù... Illumina la mia  mente affinchè comprenda tutta la grandezza, la bellezza e la santità della tua umanità


Gesù Eucarestia, amore eterno, ti guardo, ma vorrei che il mio sguardo fosse umile della tua stessa umiltà. Ti sento, Gesù, amore eterno, ma vorrei che il mio sentire fosse di piccolezza come il mio nulla. Ti parlo, Gesù, amore eterno, ma vorrei che le mie parole fossero plasmate dalla tua umiltà. Ti adoro, Gesù, amore eterno, ma vorrei che la mia adorazione fosse vera lode della tua umiltà. Ti benedico, Gesù, amore eterno, ma vorrei benedire eternamante la tua umiltà.

Dammi, signore, l'amore al patire, dammi l'amore alla penitenza, al sacrificio, dammi l'amore al rinnegamento di me stessa. Dammi l'amore alla tua croce, dammi l'amore al tuo Preziosissimo Sangue.

suor Alfonsa Clerici

La nascita e l'infanzia


Alfonsa Clerici nacque il 14 febbraio 1860 a Lainate (Milano), prima dei dieci figli di Angelo Clerici e Maria Romanò.
La piccola Alfonsa fu battezzata nella chiesa S. Vittore Martire di Lainate il giorno dopo la nascita, il 15 febbraio 1860, dal parroco don Francesco Spreafico.
Era la primogenita di una coppia di «umili, ma onestissimi e religiosi contadini, che guadagnavano il pane quoti­diano con la fatica e il frutto del loro lavoro»; erano anche  molto  religiosi e la chiamata di Dio in casa Clerici si manifestò anche in altri tre suoi fratelli che divennero religiosi: due barnabiti, Prospero e Ildefonso, e la sorella Bonaventura, che diventerà una Suora del Preziosissimo Sangue.
Nella sua infanzia fu "delicata e graziosa, di carattere dolcissimo, sensibile alla pietà, pieghevole all'obbedienza”.  Un' esperienza dolorosa, già da quando aveva sei anni, è stata la morte in famiglia: infatti, quattro sue sorelle morirono in tenera età.
All'età di otto anni, il 6 ottobre 1868, nella chiesa prepositurale di S. Stefano, in Nerviano, ricevette la Cresima da Sua Eccellenza mons. Luigi Nazari di Calabiana, arcivescovo di Milano; non si conosce, invece, la data della prima Comunione, ma tenuto conto della prassi allora vigen­te, si può ipotizzare che l'abbia ricevuta tra il 1870 e il 1872.
In questo periodo della sua fanciullezza è da notare la "fuga" da ca­sa, in una sera d'estate, verso il vicino Santuario di Rho, a quattro chilometri da Lainate. Alla contadina che, stupita di vederla per strada a quell'ora del giorno, così piccola e così sola, le chiese dove era diretta, Alfonsa ri­spose: "Al Santuario, a dire le preghiere".

La prima istruzione la ricevette sicuramente già a casa, dal momen­to che il padre Angelo Clerici nelle sere d'inverno, insegnava ai contadini e ai figli gli elementi di lingua e di aritmetica. Quindi frequentò la scuola elementare, in Lainate.
Ultimata la for­mazione elementare, "considerata la sua spiccata inclinazione allo stu­dio",  a quindici anni (nel 1875), su interessamento di una zia materna, signora Giuseppina Romano, "fu iscritta al Collegio delle Suore del Preziosissimo San­gue, a Monza, per conseguire il diploma di Maestra".
Suor Alfonsa rimase in Collegio fino al 1878; tra il 1878 e il 1879, consegui il diploma di Maestra di grado superiore. Dal 1880 al 1883, inse­gnò nella Classe prima maschile della Scuola Comunale di Lainate.
Durante gli anni di Collegio, la giovane Alfonsa ebbe modo di chia­rire a se stessa e alla famiglia la propria vocazione alla vita religiosa. Pri­ma di decidere di andare in convento,  parlò anzitutto con la zia Giuseppina, la stessa che l'aveva voluta a Monza a studiare.  Suor Alfonsa, quindi, non entrò in convento subito dopo gli studi e durante l'insegnamento a Lainate, per quattro anni, cercò di aiutare la famiglia anche economicamente.


 

 

 

 

 


 

Religiosa del Preziosissimo Sangue

Il 15 agosto 1883, nonostante le costasse molto lasciare la famiglia, si recò a Monza, lasciando definitivamente Lainate ed entrò tra le suore del Preziosissimo Sangue.
Nell'agosto 1884 vestì l'abito religioso, iniziando il noviziato
Alla professione fu ammessa sottolineando la sua "semplicità, attività e obbedienza". Mons. Gaetano Annoni dopo l'esame canonico trovò la novizia "ferma e risoluta nella vocazione
Il 7 settembre 1886 quando conta 26 anni e mezzo, emise i voti temporanei. A suo fratello Prospero, che in quel medesimo anno fece la pro­fessione religiosa tra i Barnabiti, scrisse:

«Diamoci la mano dunque per salire al Calvario, ed io che ho l'onore di por­tare il nome di Suora del Preziosissimo Sangue, io sarò contenta ove più vi sarà di sacrificio, sarò contenta di spargere il sangue della volontà, dell'amor proprio».

Qualche settimana prima an­che la sorella Bonaventura, era entrata nella Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue.
Dopo la professione si dedicò all'attività di insegnante nel Collegio di Monza: dal 1887-1889 la vediamo come insegnante, diventando il 18 ottobre 1898  Vice-Direttrice del medesimo e il 22 novembre dello stesso anno, Diret­trice.
Il suo compito era seguire le educande nello studio, accompagnarle nelle uscite, preparare le feste, rappresentare l'Istituto nelle circo­stanze ufficiali.

Nel 1906 l'Istituto attraversò un grave periodo di crisi a causa di alcune imprudenze nella gestione economica. Suor Alfonsa  mediante le sue doti di saggezza e prudenza, svolse un «ruolo determinante per la soluzione della crisi che sfociò in una vera e pro­pria rifondazione dell'Istituto», lo  riteneva infatti, come ella stessa scrisse al Card. Ferrari, che si trattava di "una Comunità da riordinare, da riformare, ma non da disperdere”.









 
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